SARDEGNA


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Respira ad occhi chiusi.

L’aria di mare profuma di sale, ma non solo, gli aromi del rosmarino, del ginepro, del mirto a quello più pungente dei pini, l’effluvio persistente e delicato dei fiori si mischiamo creando un’ essenza indimenticabile.

Ascolta....................


SARDEGNA, L’ISOLA CHE NON TI ASPETTI

Respira ad occhi chiusi.

L’aria di mare profuma di sale, ma non solo, gli aromi del rosmarino, del ginepro, del mirto a quello più pungente dei pini, l’effluvio persistente e delicato dei fiori si mischiamo creando un’ essenza indimenticabile.

Ascolta.

Lo sciabordio delle onde che s’infrangono sulla spiaggia, il fragore dei marosi che si scagliano sugli scogli di granito, il frusciare dei rami, il gorgogliare dei torrenti, il ruggito del maestrale, i silenzi profondi della notte rotti solo dal frinire delle cicale.

Assapora.

Il gusto dell’acqua salata, il calore del sole sulla pelle e della sabbia, i sapori di una cucina semplice e genuina, l’atmosfera fatata di luoghi dove il passato rivive in ogni elemento.

Ammira.

Le mille sfumature e trasparenze del mare, le innumerevoli gradazioni di verde della macchia mediterranea, gli sgargianti colori dei fiori, le tonalità sempre diverse della sabbia, il cielo trapuntato di stelle in una notte limpida.

Scopri.

Le misteriose civiltà del passato, i panorami mozzafiato dell’interno, i laghi smeraldini incastonati in profonde vallate, i capolavori di un artigianato vivo e florido, le suggestioni delle ripide scogliere, delle grotte e degli anfratti più profondi, la solitudine delle cale più impervie.

Questa è l’anima dell’isola che non ti aspetti.

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A soli 12 km di mare dalla Corsica, 120 dalla Toscana e 185 dall’Africa, la Sardegna è da sempre meta di indiscutibile fascino, un vero e proprio smeraldo dal cuore verde incastonato in un mare dalle sfumature più incredibili. Caratterizzata da lunghissime spiagge di sabbia bianca e finissima, che si alternano a masse rocciose a picco sul mare che creano scenari di drammatica bellezza, stupende insenature spesso bordate di verde e movimentate a calette, alcune inaccessibili via terra, un  mare che non ha eguali, dalle acque trasparenti e cristalline, capaci di assumere centinaia di gradazioni di blu diverse, al turchese, al blu più profondo, a seconda del tipo di fondale,  bellissimi e profondi siti per gli amanti della vita sottomarina che potranno effettuare magnifiche immersioni. Ma Sardegna significa molto più che spiagge e mare. Un popolo tenace, orgogliosamente fiero della propria origine e custode di tradizioni millenarie che vivono ancora nei villaggi e che si possono toccare con mano in occasione delle numerosissime feste e sagre, molte a sfondo religioso a testimonianza del forte attaccamento alla fede, benché mantengano anche richiami ai miti e alle credenze ancestrali. L’isola custodisce anche un incredibile patrimonio archeologico che testimonia come l’isola fosse già abitata in tempi preistorici. Da tempo immemore crocevia di popoli, l’intera isola custodisce ricordi di epoche e popoli diversi, dai nuraghi di origine preistorica, ai templi e alle ville romane, fenice e puniche, alle torri di avvistamento erette per difendersi dai pericoli provenienti dal mare. E infine, una natura incontaminata che trova l’habitat perfetto all’interno, nelle vallate e nei monti con ampie zone ricoperte di verde, dove si pratica ancora in modo intensivo l’allevamento ovino tradizionale e si producono ottimi formaggi, con il notissimo pecorino sardo.

Un’isola tutta da scoprire, in grado di regalare emozioni nuove e diverse in tutte le stagioni dell’anno.

LE QUATTRO STAGIONI DELLA SARDEGNA

Ogni stagione ha le sue peculiarità, non esiste una stagione più bella dell’altra, ognuna , nella sua diversità, è ugualmente sorprendente. Così come non c’è – in Sardegna –  una zona più bella di un’altra, tante sono le bellezze, gli angoli da scoprire e non solo lungo al sua costa. E  l’interno, spesso ingiustamente ed erroneamente poco considerato,  è il vero valore aggiunto di questa destinazione. Proprio grazie al connubio tra mare ed entroterra, la Sardegna diventa una destinazione in grado di offrire spunti di interesse nuovi ed affascinanti, che la rendono meta ideale anche durante i periodi che normalmente non vengono presi in considerazione per una vacanza sull’isola.

INVERNO

L’inverno è il periodo ideale per uscire dai sentieri battuti e scoprire le regioni più segrete e selvagge di questa isola arcaica. Di norma la temperatura sulla costa non scende quasi mai sotto i 15 gradi e mentre all’interno,  le cime dei monti s’imbiancano di neve enei mesi più freddi, gennaio e febbraio, nelle giornate di sole è facile godere di una temperatura sui 18 gradi, ideale per stare comunque all’aria aperta e magari godersi una bella camminata solitaria in spiaggia accompagnati dallo sciabordio delle onde, respirando l’aria profumata di salmastro. Le città sarde con i loro monumenti e i numerosissimi siti archeologici sparsi per tutta l’isola si possono raggiungere in tutta tranquillità, il traffico è scorrevole, non ci sono problemi di parcheggio, gironzolare a piedi è un piacere quando il sole splende ma non toglie il fiato. E rilassarsi in uno degli innumerevoli ed attrezzati centri benessere di cui sono ormai dotati moltissimi hotels, dopo una giornata trascorsa alla scoperta della vera Sardegna, sarà una vera goduria. Sempre più città e paesi della Sardegna organizzano feste in piazza durante l’intero periodo che va dalle feste natalizie alla notte di San Silvestro, con programmi ricchi e vari e che spaziano da suggestivi momenti all’insegna della tradizione, fino a serate più allegre e divertenti, ideali per un pubblico più giovane. La festa di Capodanno spesso riempie le vie e le piazze fino a tarda notte con concerti, spettacoli ed eventi che attirano gente numerosa, in un clima di amichevole condivisione. Il Carnevale Sardo è noto e affascinante, ogni le sue tradizioni ed offre spettacoli emozionante che affondano le radici in un passato lontano e talvolta misterioso. Diverso in ogni zona: dal re-regina di Tempio Pausania al fantoccio delle zone del Nord e del Sud Sardegna, dalle esibizioni equestri dell’oristanese alle maschere lugubri del Carrasecare della Barbagia, il carnevale spezza la  routine di ogni giorno e risveglia la voglia di stare assieme festeggiando con fave e lardo, zeppole e vino il rigore dell’inverno che sta finendo mentre la terra ritorna lentamente alla vita. A Mamoiada i Mamuthones, vestiti di pelle di animale e col viso coperto per nascondere la loro identità, danzano al suono dei campanacci caricati sulle spalle, mentre gli  Issohadores con indosso un corpetto rosso al rovescio, creano scompiglio tra gli spettatori catturandoli con la soha, una fune di giunco. A Orotelli gli Sos thurpos, con cappotti di orbace nero con cappuccio a punta e i volti completamente ricoperti di fuliggine, sono interpreti della vita contadina e del rapporto tra uomo e animale, padrone e servi. La figura de S’Urzu (probabilmente deriva da orco o orso) con una maschera che rappresenta la testa di un caprone dalle lunghe corna, una pelle di caprone e un fazzoletto nero sul capo  è il personaggio caratteristico di Samugheo, Fonni e Ula Tirso; viene catturato da Su Omadore e ucciso dai Mamutzones. A Bosa il carnevale è dedicato all’aspetto trasgressivo  e goliardico della vita. E ad Oristano tutto esaurito in occasione della Sartiglia quando, come in un’antica giostra, i cavalieri con maschere bianche si esibiscono in corse sfrenate. Il supremo giudice, né femmina né maschio, si chiama Su Componidori , viene abbigliato dalle Massaieddas, e decide la sorte dei cavalieri e infila la stella con la spada. Per i buon gustai, l’inverno è la stagione ideale per gustare i famosi ricci di mare, pescati e mangiati sul posto.

PRIMAVERA

La primavera è forse la stagione in cui la Sardegna indossa il suo abito migliore, prati verdissimi ed esplosioni di colori, lasciatevi stregare dalle emozioni che è in grado di offrirvi. Un vero e proprio tripudio di fiori colorati che talvolta arrivano fin quasi al mare, la macchia mediterranea che si tinge del verde tenero delle foglie primaverili, un bouquet di essenze che pervadono la tiepida aria primaverile. Una passeggiata in questo contesto è un’esperienza unica ed emozionante. Evento principale della primavera è la Santa Pasqua, che in Sardegna è molto sentita. Festeggiare la Pasqua in Sardegna significa conoscere la tradizione più autentica a cui questa terra è legata. Nel corso della settimana santa in molte città paesi si svolgono riti ancestrali, come le processioni che ricostruiscono la passione di Cristo; potrete ammirare antiche statue, uomini incappucciati, donne velate di nero, canti e fiaccolate notturne nelle suggestive viuzze dei centri storici. Si tratta di attimi unici da fotografare, ma anche da sentire profondamente nel proprio cuore. E strettamente legata alla Pasqua, la tradizione gastronomica isolana sfoggia i suoi dolci tipici e i pani tradizionali, a base di ingredienti semplici come miele, zafferano, mandorle, scorze d’agrumi, acqua di fiori d’arancio, formaggio fresco, che si combinano creando sapori straordinari. Il tipico pane pasquale viene lavorato fino ad assumere forme così elaborate da poterlo paragonare a vere e proprie opere d’arte: corona, colomba, gallinella, pulcino, intagliati ed incisi, con l’immancabile uovo col guscio inserito nella pasta modellata. Maggio, mese della rigenerazione, vede lo svolgersi della Festa di Sant’Efisio martire, una delle processioni a piedi più lunghe d’Europa: la statua del Santo si dirige da Cagliari verso Pula passando attraversando Sarroch e Villa San Pietro. Da Pula viene poi condotta nell’antica chiesa che prende nome del Santo poiché ne conserva le reliquie a Nora. Seguono due giorni di preghiere quindi la Statua riparte per Cagliari accompagnata in processione dai fedeli dopo aver percorso a piedi circa 80 km. I rappresentanti di ben 70 paesi sardi, circa 6000 persone sfilano in costume accompagnati dalle traccas e dai cavalieri, per rendere omaggio al santo. Questa meravigliosa sagra è un percorso di fede che tocca i cuori, ma anche di colori e musica, fiori e doni; una serie di celebrazioni religiose e manifestazioni ed eventi ne arricchiscono il programma. Altro evento imperdibile della primavera sarda è la Cavalcata Sarda, che si svolge a Sassari e che vanta una tradizione secolare, la prima si tenne infatti nel 1899 e che costituisce uno degli eventi principali della primavera, un’occasione unica per ammirare insieme tutti i costumi tradizionali sardi. La processione dei costumi, come da tradizione, è accompagnata da cavalli finemente bardati che portano le coppie in costume. Una serie di concerti e mostre stazione organizzati in concomitanza all’evento guidano il visitatore alla scoperta delle tradizioni della Sardegna. Per i buon gustai l’ottimo carciofo spinoso sardo è una vera delizia per il palato e si può assaporare in molte varianti.

ESTATE

Non servono molte parole per descrivere la Sardegna d’estate. Mare dalle incredibile sfumature, oltre 240 spiagge, da quelle grandi e facilmente accessibili, a quelle isolate e raggiungibili con lunghe passeggiate a piedi o solo dal mare, fondali bassi e sabbiosi oppure limpidi e sassosi, un vero paradiso per tutti coloro che amano il mare. Pigre giornate di sole da trascorrere su spiagge dorate per i più pigri, vela, snorkeling, immersioni, kite e wind surf, canoa e tante altre attività acquatiche per chi anche d’estate non vuole rinunciare allo sport sportivi. Sagre e manifestazioni. Un’escursione in barca verso l’arcipelago della Maddalena, Tavolara e Molara, l’Asinara e Isola di San Pietro o verso le più belle cale come Cala Luna, Cala Sisine, Cala Goloritze  con soste per fare un bagno ristoratore che dia sollievo al caldo estivo. Le manifestazioni estive, le sagre e le feste animano le calde serate estive da nord e sud ed anche nell’interno. Per i buongustai, che desiderano scoprire i sapori della tradizione enogastronomica sarda gli appuntamenti estivi sono innumerevoli. Le feste e sagre della Sardegna sembrano sopravvivere genuine e immutate allo scorrere del tempo e fondono sacro e profano: la rievocazione di antichi riti , ancestrali superstizioni e profonda fede; numerose suggestive processioni in costume, antichi esorcismi, musiche e balli tradizionali, degustazione di prodotti tipici. In particolare numerosissime sagre sono dedicate alla degustazione del pesce, preparato in mille modi diversi. Tra le tante si segnalano la sagra dei “gioielli del mare” dedicata alle cozze che si tiene ad Olbia a giugno; la  “Sagra de sa prazzida e de sa pezza de craba” a San Vito in luglio con degustazione di carne di capra allo spiedo e della prazzida, pizza sanvitese con pomodori, melanzane o cipolle; la “Sagra della carpa” in agosto a Tula sulle rive del lago Coghinas per degustare un’ottima zuppa di carpa, tinca e pesce gatto; la “Sagra de is Guthulis” a Villagrande Strisaili sempre in agosto, dove vengono preparate ottime polpette di patate con formaggio fresco in salamoia e strutto fritte nell’olio.

Da segnalare ai buongustai l’ottimo melone sardo.

 AUTUNNO

Per chi non ama il caldo eccessivo, fino a tardo autunno è piacevole godere del sole ancora caldo e dell’acqua di mare dalla tempera ancora gradevole. I prezzi sono più contenuti, le spiagge meno affollate, l’ideale per tutti coloro che desiderano rilassarsi in piena tranquillità. L’autunno è la stagione dell’uva e della vendemmia e la Sardegna è terra di ottimi vini grazie al clima mite, il sole, i terreni calcarei, l’aria salmastra, e il vento di maestrale che rendono i vini amabili e profumati. L’autunno è stagione ideale per scoprire le “Strade del vino”, itinerari turistici studiati per offrire al visitatore la possibilità di visite, soste e degustazioni non solo del vino, ma anche dell’ottima gastronomia suo vino e, nel contempo, di conoscere usi e costumi degli abitanti dell’isola, luoghi storici, archeologici, paesaggistici. Gli itinerari principali sono sette e coprono quasi tutto il territorio isolano grazie ad una buona viabilità e ognuno prende il nome dal vino che viene maggiormente prodotto. Quattro itinerari partono da Cagliari per arrivare a Nuoro e Oristano e la stessa Cagliari: itinerario del Cannonau, del Monica, del Carignano del Sulcis e del Nuragus; uno riguarda esclusivamente Oristano ed è dedicato alla Vernaccia; comprende il terrirorio di Bosa quello intitolato al Malvasia ed infine l’itinerario del Vermentino è Olbia, Sassari e Alghero. Ma ulteriori percorsi sono presenti sia in Gallura, sia in Barbagia Ogliastra. L’autunno è anche la stagione da dedicare alla riscoperta dei sapori più tipici della terra sarda, strettamente legati al territorio. Un’importante rassegna di eventi culturali, artistici ed enogastronomici è organizzata in Barbagia e si tiene nel cuore dell’autunno. Un’occasione unica per un viaggio indimenticabile nelle tradizioni tramandate, arti e mestieri, simboli dei propri territori di appartenenza per scoprire il cuore più antico della Sardegna e il calore della sua ospitalità più genuina. Tra le feste gastronomiche merita una menzione la “Sagra delle castagne, delle nocciole e delle noci” che si tiene ad ottobre ad Aritzu nel nuorese.

 

COME ARRIVARE

In Aereo: i principali aeroporti della Sardegna sono Cagliari-Elmas, Alghero-Fertilia e Olbia-Costa Smeralda che collegano l’isola ai principali aeroporti nazionali ed internazionali.
Pochi voli locali collegano inoltre alcune città italiane con il piccolo aeroporto di Tortolì-Arbatax.
Tra le principali compagnie aeree: Meridiana,  EasyJet, Volotea, Ryan Air, Air One e molte altre compagnie low cost.

In Nave: i porti di arrivo sono Arbatax, Cagliari, Golfo Aranci, Olbia e Porto Torres.
La Sardegna è collegata con i più importanti porti italiani del mar Tirreno e del mar Ligure: Civitavecchia, Genova, Savona-Vado, Livorno, Piombino, Napoli, Palermo e Trapani.
Le compagnie di navigazione che garantiscono i servizi verso l’isola sono: Tirrenia, Moby Lines, Corsica Ferries-Sardinia Ferries, Grandi Navi Veloci, Snav, Grimaldi Lines. La compagnia regionale Saremar collega le isole di La Maddalena con Palau, l’isola di San Pietro con i porti di Portovesme e Calasetta e la Corsica (Bonifacio) da Santa Teresa di Gallura.

COLLEGAMENTI INTERNI

La Sardegna è ben collegata da Strade Statali a scorrimento veloce. La SS-131 attraversa l’Isola da Sud a Nord, collegando Cagliari a Sassari e Porto Torres. La distanza complessiva è di circa 230 km. Per chi dispone di più tempo e vuole godersi il panorama circostante, da Cagliari per andare ad Olbia e Golfo Aranci si può percorrere la litoranea Orientale Sarda SS-125, che attraversa parte del Sarrabus nel cagliaritano, l’Ogliastra e la costa orientale del nuorese.

CLIMA

Il clima tipicamente mediterraneo rende la Sardegna una meta turistica godibile in qualsiasi periodo dell’anno. Estati calde ma sempre piacevolmente ventilate, primavere soleggiate e temperatura gradevole dell’acqua fanno si che la stagione balneare sia molto lunga. Il clima è generalmente mite e sereno: nell’arco dell’anno sono circa 300 i giorni di sole ed i restanti di pioggia, con una maggiore concentrazione della piovosità nella stagione invernale ed autunnale e qualche improvviso acquazzone nella stagione primaverile.  L’isola è molto ventilata, domina il maestrale – vento di Nord Ovest – fresco e pungente in inverno, d’estate mitiga il caldo rendendo l’aria più secca e respirabile. Meno frequente lo scirocco – cui è esposta la costa meridionale – e i venti di levante e di Nord-Est, che soffiano lungo la costa orientale.

LA CUCINA

La cucina sarda è molto varia ed è basata su ingredienti semplici e originali, derivati sia dalla tradizione pastorale e contadina, che da quella marinara. I piatti sono caratterizzati da scarsità di pietanze elaborate, schiettezza nei sapori e nei profumi, genuinità in tutti i prodotti. Cambia da regione a regione non solo nel nome delle pietanze ma anche nei componenti utilizzati. Famosissimo è il pane carasau (carta da musica), costituito da sfoglie rotonde e biscottate al forno, di lunga durata proprio perché utilizzato dai pastori durante la transumanza. Come antipasti sono diffusi i prosciutti di cinghiale e di maiale, le salsicce, accompagnati da olive e funghi, mentre per i piatti a base di pesce sono svariati gli antipasti di mare. Alcuni primi piatti tipici sono i malloreddus, i culurgiones ogliastrini, i cui ingredienti cambiano da paese a paese, il pane frattau, la fregula, la zuppa gallurese e le lorighittas. Come secondi piatti, gli arrosti costituiscono una peculiare caratteristica, tanto che quello del maialetto “porceddu” è considerato l’emblema della cucina sarda. La regina dei dolci sardi è la favolosa seada, un raviolo di pasta fritta ripieno di formaggio e ricoperto di miele. Ottimo soprattutto il miele prodotto in Gallura e Barbagia. Tra i formaggi il saporito pecorino sardo, oltre a numerosi altri formaggi ovini. Un occhio di riguardo agli ottimi vini, tra i quali il Torbato Bianco, il Vermentino, il Cannonau. Intramontabili, tra i liquori, il Mirto bianco o rosso e le numerose grappe, tra cui il Filu ’e Ferru.

IL FOLKLORE

In Sardegna festa significa soprattutto canto e ballo: in piazza, nei vicoli, sui carri allegorici, ovunque ci sia musica. Soprattutto in primavera ed estate le innumerevoli manifestazioni folkloristiche colorano e animano ogni angolo dell’isola. Un posto d’onore occupa il Carnevale che ha inizio in tutta l’isola con l’accensione dei fuochi dedicati a Sant’Antonio e si conclude tradizionalmente il mercoledì delle ceneri. Tra le altre manifestazioni di rilievo segnaliamo: la Sagra di S. Efisio, patrono della Sardegna, a Cagliari all’inizio di maggio, con processione a tappe lunga circa 30 km.; la Madonna del Naufrago, a Villasimius la seconda domenica di agosto, con processione a mare; la Cavalcata Sarda a Sassari la penultima domenica di maggio, occasione in cui è possibile ammirare i costumi di quasi tutti i paesi dell’isola (ad anni alterni questa manifestazione è legata alla Biennale dell’Artigianato Sardo); la Festa dei Candelieri, a Sassari il 14 agosto con processione lungo le vie del centro di 9 giganteschi candelieri lignei; la Sagra del Redentore, a Nuoro a fine agosto, che si articola in due giorni, il primo dedicato alle cerimonie religiose e il secondo alle sfilate in costume.

L’ARTIGIANATO

L’attaccamento alla cultura e all’arte sarda è evidente nel campo dell’artigianato, dove le diverse forme creative si mantengono inalterate nel tempo. Tra le espressioni più note, la lavorazione del rame, i cestini in fibra d’asfodelo, foglie di palma nana o giunco, i tappeti, gli arazzi e i ricami, le cassapanche e le altre pregevoli opere d’intaglio, le ceramiche, l’oggettistica in sughero, l’oreficeria con i raffinati gioielli e la lavorazione della filigrana e del corallo rosso. Noti infine i coltelli di Pattada.

SPIAGGE

Sono 240 spiagge famose o anche quasi sconosciute, tutte bellissime, capaci di incantare ogni volta di più persino chi da anni le conosce e le frequenta, e di lasciare ricordi indimenticabili in quelli che le scoprono per la prima volta, insieme all’irresistibile desiderio di tornare e di scoprirne delle altre. Alcune sono ormai famose in tutto il mondo, e dunque intensamente frequentate nella lunga estate sarda. Altre sono più nascoste, o si aprono in angoli lontani, isolati, difficili da raggiungere, regno di una natura incontaminata: resteranno così per sempre, ma forse vedranno – in un futuro ormai prossimo – visitatori un po’ più numerosi.


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Gallura…da Badesi a Budoni

La Gallura (dalla costa nord est della Sardegna) è unica e indimenticabile: le maestose Isole di Tavolara e Molara, l’arcipelago della Maddalena con Spargi e Budelli famose per le splendide spiagge, il variegato panorama costiero, le montagne granitiche, la vitale città di Olbia.

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Barbagia e Ogliastra…da Posada a Nuoro

La natura incontaminata e la cultura millenaria sono le caratteristiche principali di di questa parte di Sardegna, perfetta per chi vuole scoprirne gli aspetti più autentici, che si estende dal pittoresco borgo di Posada  fino alle coste profonde dell’Ogliastra e di Arbatax.

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Sud Campidano…da Muravera ad Arbus

Spostandosi verso la costa il paesaggio cambia; le bellezze costiere, il mare incontaminato e dalle incredibili sfumature, le ampie distese sabbiose ed i fondali digradanti, sono segni di una natura generosa che ha regalato a questa zona della Sardegna angoli di autentico paradiso. 


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Oristanese…da Oristano a Tres Nuraghes

Arborea fu costruita al centro dello stagno di Sassu appena bonificato per volere di Mussolini, è immersa nel verde dei campi ed ha la tipica struttura regolare delle città di origine fascista: edifici improntati ad un grande eclettismo, viali alberati, le case in stile liberty  circondate da giardini.

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Nord Ovest…da Bosa a Valledoria

Bosa, abitata prima dai fenici e poi colonizzata dai romani, sorge nella valle del fiume Temo ed è l’unico centro della Sardegna edificato presso l’estuario di un fiume navigabile con imbarcazioni a basso pescaggio.