Arki


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  • EUR-GRE-Dodecaneso-Arki Panoramica del villaggio
  • EUR-GRE-Dodecaneso-Arki La via per la spiaggia di Limnari
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  • EUR-GRE-Dodecaneso-Arki Gli isolotti che circondano Arki
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  • EUR-GRE-Dodecaneso-Arki Una chiesetta con vista panoramica
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  • EUR-GRE-Dodecaneso-Arki La baia con il villaggio
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L'isola di Arki appartiene al Dodecaneso, situato al confine tra Grecia e Turchia a soli 30 km. dalla costa turca. La sua superficie è meno di 7 kmq, ma coste frastagliate, basse ma rocciose e contornate da scogli, si sviluppano per 25 km.

L’isola di Arki appartiene al Dodecaneso, situato al confine tra Grecia e Turchia a soli 30 km. dalla costa turca. La sua superficie è meno di 7 kmq, ma coste frastagliate, basse ma rocciose e contornate da scogli, si sviluppano per 25 km. L’isola di Arki è una delle pochissime isole per tre quarti disabitata e incontaminata, con splendidi paesaggi, panorami davvero mozzafiato e solo una cinquantina di abitanti che vivono stabilmente sull’isola dedicandosi per lo più alla pesca, all’agricoltura e all’allevamento delle capre. Gli odori del mare, del mirto e della salvia, lo sciabordio delle onde e il frusciare del meltemi rendono quest’isola un piccolo e appartato paradiso.

Non ci sono auto sull’isola che è completamente pedonale e si esplora solo seguendo l’infinito dedalo di piste per capre, la vita locale si sviluppa attorno al porticciolo, unico vero centro dell’isola con i pescherecci e le reti gialle ad asciugare, l’energia è fornita da impianti che sfruttano l’energia solare, non c’è nemmeno un bancomat. Un’isola dove trovare tranquillità e rilassarsi; la ricettività arriva a circa una 50 di posti, distribuiti tra le taverne e qualche affitta camere. L’isola è caratterizzata da terreni aridi e rocciosi con poca vegetazione, soprattutto ulivi e alcuni arbusti resistenti. La fauna sull’isola è principalmente costituita da bestiame come capre o asini, talvolta è anche possibile avvistare gli aironi. La vita marina nelle baie intorno all’isola è ancora ricca con varie specie di cernie e nudibranchi e particolarmente ricca di molluschi e invertebrati che finiscono immancabilmente nei piatti dei suoi visitatori. I gamberoni vengono cotti per lo più alla brace.

La mancanza di acqua potabile e la piccola superficie hanno scoraggiato un insediamento sull’isola degno di nota. Come in altre isole, Arki fu abitata dapprima dai Kares, quindi dai Dori e dai Greci. Gli abitanti delle coste ioniche del versante greco utilizzavano Arki come una stazione intermedia tra Samos e Kos e vi costruirono una piccola fortezza per tenere sotto controllo chi attraversava il canale tra le due isole. La fortezza dell’isola venne costruiti nel periodo ellenico in due fasi: la parte nord-occidentale della fortezza con la torre risale al quarto secolo a.C. Nel periodo romano, la fortezza fu distrutta da Giulio Cesare, dopo la sua fuga da Farmakonisi dove era tenuto in ostaggio. Dalla fortezza denominata “Kastro Avgoustini ” prende il nome anche il porto di Arki.  Le fortificazioni furono rinforzate e usate nuovamente nei primi anni del periodo bizantino. Dalla torre più alta della fortezza si possono vedere Kasteli e la cittadella di Patmos. Quando, nel 1087, San Christodoulos divenne proprietario di Patmos, l’isola di Arki fu utilizzata dal monastero come terreno agricolo e terreno di pascolo. Molti degli attuali abitanti dell’isola sono i discendenti dei contadini e dei pastori del Monastero, che possiede ancora grande parte del territorio. Sull’isola sono stati trovati alcuni reperti storici come le due monete di bronzo (una delle quali appartiene al periodo romano di Omonia), il vasellame preistorico ritrovato a Tiganakia, alcuni edifici sommersi segnalati dai pescatori locali nell’area di Koutsoura e le rovine di un’acropoli sulla collina che domina il porto principale. Sebbene resti poco della struttura, questo è un buon posto per ammirare il sole tramontare. All’estremità dell’isola, in direzione di Samos, si trova la “prigione italiana”, utilizzata durante la II guerra mondiale come prigione dall’esercito italiano, in quanto dal 1912 al 1943 l’isola era parte del Dodecaneso italiano. In questa parte dell’isola si trova anche una grotta, un po’ difficile da individuare in quanto l’accesso è celato da ulivi e cespugli, che custodisce una serie di formazioni di stalattiti e stalagmiti.

Per chi desidera scoprire l’isola, una semplice passeggiata vi porterà a scoprire luoghi interessanti, come la fortezza di controllo italiana (utilizzata durante la II guerra mondiale), le grotte che davano rifugio agli abitanti locali e piacevoli sentieri.

Augusta è il centro della vita dell’isola, una manciata di piccole casette accalcate attorno al piccolo porticciolo, l’animata piazzetta dove i bambini giocano spensierati, le due taverne Nikola’s e Trypas, la caffetteria, un piccolo chiosco e un minuscolo supermercato. Come tutte le isole greche anche ad Arki si trovano le immancabili piccole chiese, ben 4; Panaghia è la più bella, situata in uno dei punti panoramici più alti dell’isola, un piccolo edificio bianco con la cupola blu che custodisce affascinanti interni antichi e regala una splendida vista sulle isole circostanti, soprattutto al tramonto. Altre chiesette visitabili sono Agioi Anargiri, Metamorphosi, Agios Lefterios.

Le serate qui si trascorrono nelle taverne, molte situate nel centro, vicino alla piazza sul mare da dove è possibile osservare le navi che arrivano al porto.  L’evento più importante dell’anno è Panagiri che si celebra il 23 agosto quando tutte le taverne mettono i tavoli all’esterno e la festa con musica, danze tradizionali e ottimo cibo dura tutta la notte, fino al sorgere del sole.

LE SPIAGGE

Tiganakya: situata a all’estremità sudorientale dell’isola, verso l’isola di Lipsi, a una ventina di minuti dal centro del paese, è la più spettacolare dell’isola una splendida laguna con sabbia bianca e mare cristallino, delimitato da qualche roccia. La vista sulla baia e sugli isolotti vicini è davvero spettacolare. Questa spiaggia può essere sommersa in piena estate (luglio e agosto) ed è molto frequentata dagli escursionisti della vicina Lipsi.

Limnari: più tranquilla e riparata, inserita in una baia sabbiosa, questa piccola spiaggia è ombreggiata da due tamerici, che forniscono ombra ed è ideale nei giorni in cui soffia forte il meltemi. I suoi fondali sono molto apprezzati da chi pratica lo snorkeling.

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