Anafi


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  • EUR-GRE-Cicladi-Anafi Vista panoramica e Chora
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  • EUR-GRE-Cicladi-Anafi Spiaggia di Monastiri
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  • EUR-GRE-Cicladi-Anafi Piazza della Chora
  • EUR-GRE-Cicladi-Anafi Dettaglio della chiesa di Chiesa di Agioi Anargyro e vista panoramica
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  • EUR-GRE-Cicladi-Anafi Chiesa di Agioi Anargyro
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  • EUR-GRE-Cicladi-Anafi Chiesa di Agioi Anargyro
  • EUR-GRE-Cicladi-Anafi Vista sulla spiaggia
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  • EUR-GRE-Cicladi-Anafi Chiesa e spiaggia di Agioi Anargyro
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  • EUR-GRE-Cicladi-Anafi Dettaglio della Chora
  • EUR-GRE-Cicladi-Anafi Vista panoramica dalla Chora

Una piccolissima isola greca dell’arcipelago delle Cicladi, situata a est dell’isola di Santorini che conta 294 abitanti. Un angolo ancora incontaminato e non toccato dal turismo di massa, che mantiene intatta la sua atmosfera selvaggia e serena.

Una piccolissima isola greca dell’arcipelago delle Cicladi, situata a est dell’isola di Santorini che conta 294 abitanti. Un angolo ancora incontaminato e non toccato dal turismo di massa, che mantiene intatta la sua atmosfera selvaggia e serena.

Nel periodo romano l’isola venne usata come luogo di esilio. A sud dell’isola sono state rinvenute delle costruzioni sommerse di un antico porticciolo. Nel 1204, dopo la quarta crociata, le Cicladi vennero conquistate dai Veneziani, Anafi fu donata da Marco I Sanudo a Leonardo Foscolo. Nella seconda metà del XIII secolo, l’isola fu riconquistata dall’Impero Bizantino grazie a Licario e al dissidente italiano, Giovanni de lo Cavo, nativo di Anafi successore di Licario nella carica di ammiraglio imperiale nell’Egeo. Successivamente, nel 1307 l’isola venne conquistata da Januli Gozzadini, bolognese, che vi si stabilì come principe indipendente. A seguire Guglielmo Crispo divenne il reggente del Ducato dell’Arcipelago e affidò il controllo dell’isola alla figlia Fiorenza. Fu Guglielmo a far costruire le fortificazioni di Anafi come l’attuale kastro e la fortezza chiamata Gibitroli che si trova sul monte Kalamos. Nel 1481 l’isola fu ceduta in dote alla famiglia Pisani che la governò fino al 1537, quando venne conquistata dall’ammiraglio ottomano Hayreddin Barbarossa che rese tutti gli abitanti schiavi. Solo nel 700 l’isola venne ripopolata in cambio di 500 corone ed alcuni privilegi concessi dagli Ottomani; l’isola venne lasciata pressoché libera di gestirsi a parte l’annuale visita della flotta imperiale per riscuotere le tasse. Nel 700 in occasione di una visita, il botanico francese Joseph Pitton de Tournefort, descrisse il monte Kalamos come “una delle più favolose rocce che ci sono al mondo”. Alcuni dei resti antichi dell’isola vennero acquistati da antiquari francesi e britannici; una statua ellenistica da Kastelli, che raffigurava una donna che reggeva una coppa di incenso, è conservata al museo dell’Ermitage a San Pietroburgo. Durante la guerra russo-turca del 1768-1774 l’isola fu utilizzata come base dalla flotta russa comandata da Aleksej Orlov. In occasione della guerra di indipendenza greca l’isola inviò due caicchi a supporto dei ribelli. Con la crescita della città di Atene, molti uomini lasciarono l’isola e costruirono le proprie abitazioni sul pendio dell’Acropoli nel quartiere soprannominato Anafiotika. Dal 1920 in poi l’isola divenne luogo di confino per criminali e dissidenti politici. Solo a partire dagli anni 70 iniziò lo sviluppo del turismo, grazie alla costruzione di un generatore elettrico nel 1974, ai lavori di ampliamento del porto e alla realizzazione a partire dal 1980 delle prime strade asfaltate che contribuirono a rinvigorire le attività agricole.

Agios Nikolaos è il porto dell’isola, che tranquillo durante l’anno, ma animato e vivace nei periodi di alta stagione. Gli spostamenti all’interno dell’isola del sono garantiti da un servizio di autobus che partono dal porto, ma è possibile affittare auto o scooter per essere maggiormente indipendenti. Chora Anafis è il centro principale, unico centro dell’isola abitato tutto l’anno. Chora si trova in posizione panoramica, cima a una collina, a pochi chilometri di distanza dal porto, ed è caratterizzata dalle tipiche costruzioni bianche arroccate sulle pendici con la caratteristica architettura a cupola a formare un borgo pittoresco e vivace dove i colori della vegetazione si fondono in perfetta armonia con il bianco degli intonachi e il blu del cielo e del mare. Sull’isola sono poche le strutture turistiche, giusto qualche bed & breakfast e piccola pensione che si affacciano sulle strette vie lastricate.

 

L’isola di Anafi conserva alcuni siti archeologici e resti di edifici storici interessanti come il kastro di Chora, dove si possono ammirare le rovine delle fortificazioni costruite intorno al XV secolo. Nonostante una superficie di appena 40 chilometri quadrati, Anafi custodisce paesaggi di autentica bellezza, colline, coltivate a grano e ulivi, il Monte Sant’Elia alto poco più di 580 metri e il più noto Monte Kalamos, un promontorio alto circa 400 metri che si erge a sud-est di Chora. Questa imponente roccia costituisce una delle principali attrazioni dell’isola, perché in cima si trova Panagia Kalamiotissa, un antico monastero e le rovine del tempio in onore di Apollo Egleto, costruito nello stile tradizionale dagli Argonauti. Per raggiungere Kalamiotissa occorre affrontare un trekking di circa un’ora di cammino lungo un sentiero che permette di ammirare suggestivi scorci panoramici. Al termine della salita sarete ripagati da un’impressionante vista sul Mar Egeo e dalla piccola e suggestiva chiesetta che ancor oggi pare vegliare sulla popolazione locale come un tempo, quando le sue campane annunciavano l’arrivo dei pirati. I più coraggiosi raggiungono la cima alla sera per ammirare il tramonto e pernottano all’aperto per ammirare anche l’alba da questo punto di vista privilegiato. Alla base del Monte Kalamos si trova il Monastero di Zoodochos Piyìs costruito sul sito di un precedente tempio di Apollo. Rovine di epoca romana ed ellenistica sono state ritrovate anche sulla costa orientale, nei pressi di Kastelli, villaggio abitato solo durante l’estate; qui sono state ritrovate alcune statue, custodite ora al Museo Archeologico di Chora. Nei pressi di Katalimatsa invece sono stati inoltre rinvenuti i resti di un antico porto.

LE SPIAGGE

Agios Nikolaos: una delle spiagge più popolari dell’isola, a pochi metri dal porto, con arenile sabbioso servita da una piccola caffetteria e da un ristorante.

Kleisidi: bella spiaggia sabbiosa bagnata da un mare cristallino e situata vicino a Chora, raggiungibile con una passeggiata di 20 minuti dal porto.

Katsouni: una piccola e stretta spiaggia di ciottoli, tranquilla e appartata, lambita da un mare trasparente e cristallino, facilmente raggiungibile in barca dal porto, oppure a piedi da Chora in 30 minuti.

Flamourou: piccola baia bagnata da acqua cristallina, situata sul lato meridionale dell’isola, poco frequentata e ideale per chi è alla ricerca di privacy e tranquillità. Si raggiunge in barca o a piedi percorrendo un sentiero in terra battuta.

Roukouna: una delle spiagge più lunghe, oltre 300 metri, circondata da alberi che offrono una gradevole ombra. Questa spiaggia è frequentata anche da nudisti.

Megas Potamos: spiaggia di ciottoli incuneata tra due montagne, le colline di Kastelli e di Chalepa, raggiungibile percorrendo una strada sterrata o con la barca che parte dal porto e fa il giro dell’isola.

Agioi Anargyroi: spiaggia situata sul lato orientale dell’isola, che prende il nome dall’omonima chiesetta, costruita su una roccia vicino al mare. A pochi passi si trova anche l’antico tempio di Apollo. Si raggiunge in barca.

Prasiés: spiaggia di ciottoli situata sul lato sud-orientale dell’isola, raggiungibile tramite un sentiero in terra battuta. Si tratta di una spiaggia remota e tranquilla, a pochi passi dal monastero di Zoodocho.

Kameni Lagkada: spiaggia ciottolosa, in posizione appartata sul lato sud-occidentale dell’isola. Per raggiungerla si può utilizzare la barca o percorrere in auto una strada sterrata. A pochi passi si trova anche un ristorante.

Prasa: isolata spiaggia di ciottoli sul lato nord-occidentale dell’isola raggiungibile attraverso una pista in terra battuta o in barca, quando le condizioni meteo lo permettono. Per la sua posizione remota, questa spiaggia è poco frequentata e molto tranquilla.

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